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LE BANCHE ED I PRESTITI ... la crisi avanza.

Ci vorranno anche far credere che la crisi stia finendo ... ma anche solo guardando i tassi (fisso e variabile) dei prestiti offerti dalle banche, si comprende la gravità della situazione. 

 

Se il mutuo deve coprire più del 50% del valore, il costo del fisso si alza anche sopra il 3%. 

Le offerte più convenienti delle banche sono rivolte a una fascia ben precisa di potenziali acquirenti di casa e cioè chi ha bisogno di un prestito non superiore al 50% del valore dell'immobile; per chi invece necessita di cifre proporzionalmente più alte il costo aumenta in maniera significativa.

 

Secondo i dati dell'ultimo osservatorio di mutuionline.it nel semestre aprile - settembre 2015 i muti con Ltv inferiore a 50 (tasso di copertura del mutuo rispetto al valore dell'immobile dato in garanzia) rappresentano il 38,5% del totale, mentre tra Ltv 60 e 80 le richieste sono del 54,8%.

Ma sopra la soglia del 50% i tassi cambiano e non di poco. Se si chiede ad esempio un mutuo a 20 anni a tasso fisso da 140.000 euro per comprare una casa che ne vale 280.000 in mesia si spendono 769 euro al mese per un tasso al 2,90% e l'offerta migliore si posiziona al 2,2% con una rata da 721 euro. Se gli stessi soldi vengono chiesti per una casa che ne vale 200.000 il costo medio sale a 804 ruto per un tasso del 3,39% e anche rivolgendosi all'offerta più economica si paga il 2,6%.

Questo senza contare che, più è alta la cifra richiesta in proporzione al valore della garanzia, più salgono le possibilità di vedersi respinta la domanda, se non si dispone di entrate mensili più che sicure e se non c'è qualcuno disposto a fare da garante in caso di inadempienza. 

Meno marcate le differenze sul tasso variabile: sempre per un mutuo da 140.000 euro per finanziare una casa da 200.000 euro il costo medio mensile è di 676 euro per un tasso dell'1,51%; se invece il finanziamento garantisce un immobile da 300.000 la rata sale a 696 euro.

 

La differenza dei tassi con l'acuirsi della crisi immobiliare e l'aumento delle sofferenze è un fenomeno che si è evidenziato negli ultimi tre anni e anche le regole di Basilea3, che prescrivono accantonamenti di riserve tarate sul rischio di credito, hanno giocato un ruolo non indifferente per spingere in questa direzione. Fino a qualche anno fa invece le banche prevedevano di fatto le stesse condizioni per tutti i finanziamenti che arrivavano fino all'80%. E, anzi, spesso con accorgimenti non del tutto trasparenti anche i prestiti che ecedevano l'80% li si faceva rientrare nei limiti, supervalutando l'immobile. Tanto c'era la rivalutazione attesa del cespite dato a garanzia a rendere sicura l'operazione, o almeno così pnesavano le bache che poi sono state costrette a pentirsene.

 

La classifica delle Banche su un tasso fisso:

 

1. Intesa Sanpaolo = 2,2% - 2,60%

2. Unicredit = 2,50% - 3,50%

3. Banca Sella= 2,60% - 3,40%

4. Bnl= 2,65% - 3,10%

5. Ubi Banca= 2,70% - 3,10%.

 

(Corriereconomia - ottobre 2015).

 

 

Vedremo dove andranno a posizionarsi le banche sul nostro territorio....